ANTIFORFORA, DEFORFORANTE
La desquamazione cornea del cuoio capelluto, detta forfora, non è una patologia ma un inestetismo almeno in assenza di complicanze patologiche e può quindi essere affrontata con successo attraverso l'uso di appropriati cosmetici.
E' stato appurato che alla base del fenomeno è la degradazione del sebo provocata nel follicolo da lieviti (Pityrosporum) con formazione di lipoperossidi e probabilmente con liberazione di "tossine" microbiche che causano una reazione delle cellule epidermiche con aumento delle mitosi ed un accumulo di materiale corneo desquamante.
Attraverso l'uso di specifici antimicrobici dotati al tempo stesso di azione citostatica, il problema forfora è stato risolto soprattutto in forma di shampoo e di lozioni.
Le molecole che la legge consente di usare in campo cosmetico come antiforfora sono il solfuro di selenio, lo zinco piritione e, soprattutto, il piroctone olamina (octopirox) considerato il più attivo e meno tossico agente antiforfora.
Le dosi vanno dallo 0,5% all'1%.

fonte: Dizionario di Cosmetologia, Gianni Proserpio - Elena Racchini