L'EPIDERMIDE

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L'epidermide è lo strato più esterno e più sottile della CUTE, ha uno spessore compreso tra 0.07 mm e 1.4 mm (quindi assai inferiore allo spessore del derma) ed è separata dal derma dalla membrana basale.
Non presenta vasi sanguigni e quindi riceve il nutrimento per diffusione dal derma sottostante.
 
Contiene quattro tipi principali di cellule: 
cheratinociti (che rappresentano il 95%), i melanocitile cellule di Langheransle cellule di Merkel.
 
Partendo dalla porzione profonda verso la superficie viene suddivisa in 5 strati:
basalespinosogranulosolucido e corneo.

Infatti, i cheratinociti vanno incontro a un processo di maturazione denominato “processo di cheratinizzazione”, durante questo processo le cellule appena formate spingono quelle più vecchie verso la superficie più esterna, da dove saranno in seguito eliminate attraverso il processo noto come desquamazione. Tale processo varia, nei diversi individui, da 12 a 48 giorni, con una media di 28 giorni. Il processo di cheratinizzazione comporta un rinnovamento continuo di epidermide.

Lo strato basale (germinativo)
Si trova inferiormente a contatto col derma, è formato da un'unica fila di cellule cilindriche e rappresenta la zona in cui vengono prodotti i cheratinociti a partire da cellule staminali caratterizzate da un'intensa capacità proliferativa: queste cellule subiscono divisioni mitotiche circa ogni 19 giorni. Una delle due cellule figlie sarà destinata a divenire una nuova cellula dello strato basale,andando incontro successivamente ad una nuova divisione cellulare, mentre l’altra sarà spinta verso la superficie esterna dell’epidermide, per subire il processo di cheratinizzazione. Il periodo necessario affinché una cellula giunga alla superficie epidermica è all’incirca di 40-56 giorni. 
Le cellule di questo strato sono unite tra loro da desmosomi completi (giunzioni cellulari) e sono collegate inferiormente alla membrana basale attraverso numerosi emi-desmosomi. 

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Nel citoplasma delle cellule basali si trovano sottili filamenti di alfa cheratina, fondamentali per il processo della cheratinizzazione.
A livello dello strato basale si trovano numerosi melanociti.

Lo strato spinoso
Questo strato, posto al di sopra dello strato basale, è costituito da 8-10 strati di cheratinociti di forma poliedrica (più voluminosi di quello dello strato basale) e caratterizzati da numerose piccole estroflessioni simili a spine attraverso le quali aderiscono tra loro (da qui il nome spinoso)Durante la loro migrazione verso la superficie, queste cellule si appiattiscono.
Il citoplasma di queste cellule, debolmente basico negli strati più profondi, diviene gradualmente acidofilo e contiene complessi melanosomici, filamenti di cheratina e, salendo verso le file superiori, i corpi lamellari (detti anche i cheratinosomi o corpi di Odland); si tratta di organelli secretori contenenti lipidi e glicoproteine che, una volta giunti nello strato granuloso, riversano il loro contenuto nell'ambiente extracellulare, dove danno origine ai lipidi di barriera epidermica. 

Lo strato granuloso
E' formato da cheratinociti affusolati e appiattiti, dotati di piccolo nucleo e disposti in 2-5 file.
Il citoplasma di queste cellule è ricco di granuli di cheratoialina (da cui il nome di tale strato).
La cheratoialina è una proteina importante per la sintesi della cheratina e della filagrina e viene successivamente degradata e i suoi costituenti elementari entrano a far parte del natural moisturizing factor (NMF).
In questo strato, come già detto, il materiale lipidico rilasciato dai corpi di Odland va a disporsi tra le cellule degli strati superiori, formando il cemento intercorneocitario, una miscela di sostanze che contribuiscono a conferire compattezza e resistenza allo strato corneo.
Le cellule che costituiscono lo strato granuloso svolgono un importante ruolo nel processo di cheratinizzazione e nei processi di morte cellulare programmata, chiamata apoptosi. Quest’ultimo processo avviene nel passaggio fra lo strato granuloso e quello corneo e comporta la perdita del nucleo e di altre strutture cellulari ad eccezione della filaggrina e dei filamenti di cheratina.
Lo strato granuloso rappresenta l'ultimo strato di cellule vive.


Lo strato lucido
Lo strato lucido è presente solo in alcune aree del corpo (nella cosiddetta pelle spessa presente nella zone di maggior attrito del corpo come i palmi delle mani, le piante dei piedi e le punta delle dita), è composto da cheratinociti appiattiti e privi di nucleo, disposti in 2-3 file e dotati di citoplasma ricco di eleidina, una sostanza amorfa ricca di lipidi e zolfo che rifrange la luce e impedisce l’abbronzatura in queste sedi.
In questo strato sono presenti le fibre di cheratina mentre non sono visibili i granuli di cheratoialina, che erano evidenti nello strato granuloso, e le cellule appaiono quasi trasparenti.

Lo strato corneo
E' composto da 25 o più strati di corneociti, che sono cheratinociti piatti anucleati dotati di citoplasma ricco di fibre cheratiniche immerse in una matrice di filaggrina.
Queste cellule sono estremamente appiattite e rappresentano una grande superficie (4­5 volte maggiore di quella di un cheratinocita dello strato basale), che tende ad aumentare ulteriormente con l'avanzare dell'età per via del rallentamento del turnover epidermico e della loro maggiore permanenza a livello degli strati superficiali.
I corneociti sono delimitati da un rigido involucro esterno (proteico e insolubile), chiamato anche il rivestimento corneo, il quale è costituito sopratutto da involucrina e loricrina; quest'ultima fissa le macrofibrille di cheratina con il rivestimento corneo, aumentando la resistenza meccanica dello strato corneo. La cheratina della pelle è cheratina molle; un altro tipo di cheratina, la cheratina dura, si trova nelle unghie e nelle parti esterne dei capelli.
I corneociti sono tenuti insieme dal cemento intercorneocitario, una sostanza costituita prevalentemente da acidi grassi, colesterolo e ceramidi; queste ultime si dispongono all'interfaccia tra il cemento intercorneocitario e il rivestimento corneo delle cellule.
L'integrità dello strato corneo è garantita, inoltre, dalla presenza di numerosi corneodesmosomi (formazioni fesmosomiali modificate) che fungono da punti di attacco tra i corneociti della stessa fila e quelli degli strati superiori e inferiori. 
Salendo verso la superficie, la compattezza dello strato corneo diminuisce progressivamente e si intravedono lacune e depressioni conseguenti alla desquamazione. La desquamazione avviene nel momento in cui i corneodesmosomi si allentano e questo processo e regolato a livello fisiologico e prevede l'intervento di specifici enzimi che scindono le proteine presenti a livello di questi corneodesmosomi, favorendo la separazione e il distacco dei corneociti più superficiali.
Il contenuto idrico dei corneociti è fortemente ridotto rispetto a quello delle cellule degli strati inferiori (10-30% contro 70%).
Ai fini del mantenimento delle proprietà fisiologiche della barriera cutanea è fondamentale che lo strato corneo conservi la giusta idratazione. Il contenuto di acqua dei corneociti è influenzato principalmente dalla temperatura ambientale e dal grado di umidità: se l'ambiente esterno è secco queste cellule si disidratano, ma se vengono immerse in acqua sono in grado di assorbirne grandi quantità (fino a 5-6- volte il loro peso).
Infine, la secrezione sebacea e la componente acquosa del sudore formano una sottile emulsione protettiva a livello dell'epidermide: il film idroacidolipidico di superficie.
 
 

 




 

 
 
 

 



 



  

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